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Guida completa
La scelta e l’applicazione dei sistemi resinosi rappresentano un passaggio cruciale per garantire durabilità, resistenza e resa estetica a qualsiasi superficie cementizia. Che si tratti di un magazzino industriale o di uno showroom, la protezione del supporto inizia da una corretta analisi e preparazione.
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- La preparazione dei sottofondi
- Ripristino e consolidamento delle superfici
- La gestione dell’umidità nel supporto
- Focus Tecnico: Sistema UNIBAR SL con barriera al vapore
- Finiture protettive: Estetica e funzionalità
- Domande Frequenti (FAQ)
La preparazione dei sottofondi: il primo passo fondamentale
La riuscita di un rivestimento resinoso dipende quasi interamente dalla preparazione meccanica del supporto. A seconda dello spessore del ciclo scelto, le tecniche variano:
- Basso spessore: Si procede solitamente con la carteggiatura o la molatura tramite utensili diamantati.
- Medio spessore (1-2 mm): È preferibile una molatura pesante o una pallinatura.
- Alto spessore (autolivellanti o malte spatolate): Per aree sollecitate è richiesta la pallinatura pesante, la fresatura o la bocciardatura.
In ogni scenario, è indispensabile completare l’operazione con un accurato lavaggio e l’aspirazione dei residui.
Ripristino e consolidamento delle superfici
Una volta preparata la superficie, potrebbero emergere difetti che richiedono interventi mirati. Per pavimentazioni destinate al traffico pesante, l’uso di malte epossidiche ad alta resistenza meccanica è la scelta ideale, specialmente se caratterizzate da tempi di lavorabilità prolungati.
Se la superficie appare alterata o irregolare, una malta epossidica autolivellante permette di recuperare gli strati di ripartizione del carico, garantendo un piano liscio e resistente alle aggressioni chimiche. In caso di supporti “sfarinanti”, l’applicazione di una resina epossidica bicomponente svolge un’azione consolidante e antipolvere, riducendo anche il rischio di “soffiature” (piccoli rigonfiamenti) nei sistemi resinosi successivi.
La gestione dell’umidità nel supporto
L’umidità è uno dei nemici principali delle resine. Per gestirla correttamente esistono due strade:
- Blocco totale: Utilizzo di appositi primer epossi-cementizi che fungono da barriera qualora il prodotto di finitura sia sensibile all’umidità di risalita.
- Sistemi traspiranti: Cicli che permettono l’evaporazione naturale del vapore acqueo. I prodotti più moderni in dispersione acquosa sono ideali per supporti umidi, offrendo al contempo eccellente durezza e resistenza all’abrasione.
Focus Tecnico: Sistema UNIBAR SL con barriera al vapore
Di seguito la stratigrafia consigliata per una pavimentazione con barriera al vapore:
- Sottofondo: Base cementizia preparata meccanicamente.
- Primer: UNIBAR FORMULA (consumo circa 500 g/m²).
- Ripristino volumi: UNIBAR SL (1,5 kg/m² per ogni mm di spessore).
- Corpo del rivestimento: Due mani di UNIBAR G (150 g/m² per mano).
- Giunti: Fondo giunto WINJOINT FOAM e sigillante WINJOINT SEAL.
Finiture protettive: Estetica e funzionalità
La fase finale riguarda la protezione e il lato estetico. Per uffici o magazzini con traffico leggero, un protettivo epossidico satinato è sufficiente per garantire igiene e resistenza. Al contrario, in ambienti industriali pesanti, laboratori chimici o parcheggi interrati, è necessario un rivestimento autolivellante ad alta resistenza.
Per chi cerca un valore estetico aggiunto, le finiture poliuretaniche a base acqua (opache o lucide) rappresentano l’eccellenza. In particolare, la finitura opaca è molto apprezzata perché:
- Nasconde le imperfezioni superficiali.
- Riduce la visibilità dei segni degli pneumatici.
- Evita il trasferimento di impronte da scarpe sporche o umide.


Domande Frequenti (FAQ)
Quale preparazione è necessaria per un pavimento autolivellante? Per i sistemi ad alto spessore come gli autolivellanti, è necessaria una preparazione meccanica aggressiva come la pallinatura pesante o la fresatura, per garantire l’ancoraggio della resina al supporto.
Cosa sono le “soffiature” nei rivestimenti resinosi? Sono piccoli rigonfiamenti causati spesso dall’aria che fuoriesce da un supporto poroso non correttamente primerizzato. L’uso di resine consolidanti aiuta a sigillare queste porosità.
Posso applicare la resina su un pavimento umido? Sì, ma è necessario utilizzare prodotti specifici in dispersione acquosa o primer epossi-cementizi progettati per fungere da barriera al vapore o per permettere la traspirazione.
Perché scegliere una finitura opaca invece di una lucida? La finitura opaca è più efficace nel mascherare piccoli difetti del sottofondo e resiste meglio visivamente all’usura quotidiana, come le strisciate di pneumatici o le impronte.


